Serravalle Pistoiese è un comune italiano di 11 856 abitanti della provincia di Pistoia in Toscana.
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I due insediamenti, quello a Nord e quello a Sud, hanno subito eventi e storie differenti. I primi insediamenti sono apparsi nelle colline di San Biagio, successivamente apparve un centro abitato, denominato Casale, nell’area pianeggiante a Sud di Pistoia, centro che venne distrutto dai Longobardi. L’area, in seguito donata ai conti Guidi, prese il nome di Casalguidi che conserva tutt’ora.
Il primo insediamento di Serravalle alta era invece composto da due rocche, dette di S. Maria e della Nievole; la rocca Nuova fu edificata dai Lucchesi nel 1302. Del castrum si parla in un antico inventario dei beni del comune di Pistoia datato intorno al 1380, in tale documento è elencato il Castrum Serravallis cum muri set turribus muratis circumcirca et cum duabus januis.
Il castello di Serravalle assunse importanza nel XII secolo quando il comune di Pistoia lo fortificò con torri e mura. In questo periodo il castello conobbe un momento di grande sviluppo e per la sua posizione strategica ebbe un ruolo rilevante nelle contese tra guelfi bianchi e neri che caratterizzarono la storia toscana di quegli anni. All’inizio del Trecento, Serravalle venne assediata e presa dai lucchesi, poi conquistata dal condottiero ghibellino Castruccio Castracani. Nel 1351 il castello passò sotto il dominio fiorentino e da allora in poi Serravalle e il suo territorio conobbero un periodo relativamente pacifico interrotto solo da qualche sporadico episodio bellico. Sotto Cosimo I de’ Medici fu sede della podesteria e nel 1866 divenne comune del Regno d’Italia.
Al plebiscito del 1860 per l’annessione della Toscana alla Sardegna i “sì” non ottennero la maggioranza degli aventi diritto (700 su totale di 1437), con un astensionismo da record, sintomo dell’opposizione all’annessione.
Nel corso della seconda guerra mondiale, Serravalle Pistoiese fu uno dei comuni toscani designati come luogo di internamento civile per ebrei stranieri. Vi soggiornano i tre componenti di una famiglia ebraica di origine greca e, per un breve periodo, anche un ebreo di origine rumena. A Serravalle giungono come sfollati da Livorno anche i Cittone (padre, madre e 5 figli). Dopo l’8 settembre 1943 e la nascita della Repubblica Sociale Italiana, non si tratta solo di sfuggire ai bombardamenti ma anche agli arresti e alle deportazioni. Il 12 gennaio 1944 l’intera famiglia Cittone è arrestata su denuncia del locale maresciallo dei carabinieri e deportata ad Auschwitz. Fu uno dei nuclei maggiori di ebrei deportati dalla provincia di Pistoia. Solo Sol Cittone, allora una ragazzina di 15 anni, sopravviverà alla prigionia; tornerà dopo 70 anni a Serravalle per una cerimonia organizzata dal Comune in suo onore, il 15 ottobre 2014.
Lo stemma riunisce due emblemi, ripresi da antichi sigilli: quello proprio di Serravalle che in origine era fusato d’argento e d’azzurro e richiamava la figura di una cancellata con riferimento al toponimo inteso come “chiusura di valle”, e quello di Larciano (già Lerciano), che adottò la figura del maiale selvatico come arma parlante in quanto animale considerato lercio, sporco. Luigi Passerini, in Le armi dei municipj toscani del 1864, invece ritiene che si tratti dell’arma di Francesca Forteguerri, moglie di messer Giovanni dei Cancellieri, presente all’interno del palazzo del municipio, formato dell’unione degli stemmi delle famiglie Cancellieri (troncato: nel 1° d’azzurro, al porco passante d’oro; nel 2° d’oro pieno) e Forteguerri (partito di oro e di vaio) ed erroneamente ritenuto simbolo del comune.
Fonte dati: https://it.wikipedia.org/wiki/Serravalle_Pistoiese